Nel primo incontro con l’ostetrica Loredana Zecchin, nell’ambito del progetto quinquennale di Educazione affettiva, noi di prima abbiamo fatto un’esperienza concreta e coinvolgente.
Abbiamo cercato di rivivere le sensazioni di quando eravamo nella pancia della mamma.
E’ stato divertente “nascere”. Liberamente, a turno, ci siamo fatti avvolgere in un grande lenzuolo, simile all’utero materno, poi, all’arrivo delle prime contrazioni, ci siamo spinti verso verso l’uscita, prima la testa e poi tutto il corpo; una volta fuori, la prima cosa che vedevamo era la luce, dentro l’utero è tutto buio.
Mentre uno di noi nasceva, gli altri imitavano i suoni che si sentono nella pancia: il battito del suo cuore, il respiro, le voci "esterne"…
Qualcuno di noi si è anche improvvisato ginecologo, per effettuare un parto cesareo…
Dopo esser “nati” tutti, ci siamo sdraiati su dei grandi fogli bianchi e aiutati da un compagno abbiamo ricalcato la nostra sagoma. Attraverso questa collaborazione abbiamo iniziato a intuire una grande cosa: da soli non possiamo arrivare a conoscere noi stessi: il nostro "volto" emerge grazie al rapporto con altri. All’interno del nostro contorno, abbiamo poi disegnato i nostri sentimenti: tutto quello che ci fa paura, che ci piace, che ci fa star bene e ci star male.
E’ stata una mattinata piena di scoperte!